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Ascolto il rimbombo della mia esistenza, assordato dall'urlo del silenzio. Accecato dal buio.Rifletto.

HO RESISTITO ALLE TEMPESTE DEL 2008
Quando ti capita di separarti a 30 anni hai la molla del sesso che ti spinge verso le altre donne. Ti spinge a cercarti un'altra storia.
A 40 se non lo fai per te, lo fai per "lui". A cinquanta, no! A cinquanta non ne puoi piu' delle bugie post-coitali.
"E' stato belllo!", ti giri per prendere una sigaretta e ti cade lo sguardo sull'orologio: sei durato solo sette minuti e mezzo. E' stato bello???? O e' una fesseria colossale o non voglio neanche sapere chi hai incontrato prima.
Ti giri sulla schiena e ......
-Mi ami?
-Certo cara
-Perche?
E' una domanda che e' peggio del teorema di Fermat. Non ha soluzioni possibili. Qualsiasi cosa dici puo' essere usato contro di te.
Ti amo perche' sei bella
E quando saro' vecchia e rugosa non mi amerai piu'?
Cara quando sarai vecchia e rugosa soffriro' di cataratta e ti vedro' sempre bella e giovane.
OPPURE
Ti amo perche' sei intelligente
Allora per te l'amore e' un fatto di testa?
A 30 subisci a 40 pure a 50, no! Invochi santa prostata e ti defili in bagno, nella speranza che in breve pensi ad altro.
A cinquant'anni se guardi una donna negli occhi e lei ti guarda.......se le sorridi e lei ti sorride, di rimando......se le prendi la mano e lei te la stringi e......senti il tuo cuore che batte. Forte, fortissimo......non e' amore e' TACHICARDIA!!!!!!!!!!
7 e 15, ora del portatile, quasi un pacchetto di sigarette, una macchinetta di caffe' e ancora non basta
Dopo le mie ultime vicende personali ( che non vi sto a raccontare) il tempo si e' dilatato, non passa piu'. I minuti, sono diventati giorni. I giorni, mesi. I mesi, anni.
E meno male che questo doveva essere l'anno della rinascita. Speriamo che non rinasco zombi, che vi devo dire. Un sacco di gente (tre) mi hanno detto: Vedrai questo per te, sara' l'anno della rinascita. Finalmente riuscirai ad essere la bella persona che sei". Nel frattempo il cellulare non squlla, se non per lavoro. Passo le giornate in Internet e dormendo, nella speranza di una accelerazione. Quando voglio farmi quattro passi in compagnia prendo me stesso e lo porto al mare, sulla spiaggia, a giocare con la mia ombra. Si sono dati tutti come furetti. Fino a ieri eri normale, ora sei un problema. Alla fine uno che conosco ha concluso il suo misero tentativo di risollevarmi con :" Meglio cosi' che un dito in culo!".
Enno' cazzo....meglio il dito in culo, quantomeno e' un contatto umano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Metto su un altro po di caffe' e fra un po' esco che ho quasi finito le sigarette.
Quest'anno vado dappertutto

Vale veramente la pena di buttarci un occhio. E' un idea fantastica.
http://www.messaggidalmare.com/menu.htm
Splinder (02/08/2007) Ricordate? nel novembre scorso, a Milano, ha preso vita la SplinderNight, il primo evento ufficiale della community organizzato direttamente da noi della Redazione per passare una serata in compagnia e conoscerci un po' anche dal vivo. A distanza di quasi un anno abbiamo deciso di replicare, per incontrarci nuovamente e dare la possibilità di esserci anche a chi non è venuto Leggi ancora...
Bene, questo e' stato un scambio epistolare tra me e Flavio che doveva preludere l'apertura di un Blog a quattro mani, finora rimasto a livello di idea.......cosi' le pubblico qui. Anche Flavio la ha pubblicate sul suo cosi'.........
Caro Flavio,
Non intendo discutere circa l’adolescenza della nostra attuale classe politica, peraltro cresciuta nel sano spirito del “Do it Yourself”, bensì dell’alimento che, per decenni ha svezzato e sfamato milioni di italiani.
Hai notato come, tra tutti gli alimenti, il pane e’ quello politicamente più corretto?
Ricordo che da bambino, sul finire degli anni cinquanta, il pane, quando ammuffiva aveva ancora quel colore
grigioverde che per tanti anni aveva dominato l’Italia. Chissà forse le farine dell’epoca ancora ricordavano i recenti avvenimenti bellici?
Poi con l’avvento del boom economico, nei sessanta, le muffe diventarono di un cristiano candido, mentre quelle rosse erano ancora bandite dalle fette.
Nel decennio che va dalla metà degli anni settanta a metà degli anni ottanta ci fu quasi il sopravvento delle muffe rosa garofano, che si presero quasi una metà dell’intera pagnotta.
La caduta del muro di Berlino e Tangentopoli costituirono fatti epocali per l’italica panificazione.
Oggi come oggi, l’esplosione dei colori e’ tale da coprire l’intero arco costituzionale. Si va da quelle di un ridente giallo sole, a quelle di un bel verde ambientalista, passando per quelle rosa, quelle bianche, quelle azzurre oggi un poco sbiadite fino a quelle rosse, peraltro ridotte a pochi puntini dalla parte della crosta.
Per cui, caro Flavio, rifletti quando mangi, rifletti.
Tuo Stefano
Caro Stefano,
sono talmente d'accordo con te, che ho smesso di mangiare pane ormai da anni, per crearmi una fama (fame?) da apolitico.
Tra i cibi, poi, prediligo i crostacei per via di quella loro capacità di arrossire, almeno quando cuociono.
Detesto invece la vitella che, come la busta paga, quando la vedi è di una certa dimensione ( e la paghi per quella), quando ne usufruisci (e la cuoci) si riduce a meno di metà e per giunta senza l'intervento dell'Agenzia delle Entrate (a gamba tesa).
Noi Italiani, come sai, abbiamo una certa vena d'esterofilia, che ci porta a mutuare istituzioni e comportamenti da altri paesi, spesso senza il debito adattamento.
Cito ad esempio il fatto che abbiamo il fisco "alla tedesca": si scrive Visco, si pronuncia Fisco ...
A dimostrazione del pluralismo, comunque, cito anche il fatto che, quantunque il dicastero si chiami "Ministero dell'Interno", tutti ormai, Berlusconiani e non, lo chiamano Ministero degli Interni (perdonaci Cavour!).
Tornando al cibo, prima di salutarti, t'invito a far colazione col cornetto, così, per scaramanzia e con il cappuccino, visto che questo rimane un Paese dai forti condizionamenti cattolici.
Quanto al tuo invito a riflettere, l'ho delegato; come sostiene Woody Allen, "l'uomo dopo i 50 centra la sua attenzione più sulla tavola che sul sesso" - io, seguendo il suo esempio, mangio davanti allo specchio.
Buona giornata, a presto
Tuo Flavio
Ore 4,07, ora del portatile. Quinta sigaretta. Primo caffe' e non basta.
1045 km percorsi per partecipare ad una festa di matrimonio di amici, o presunti tali. In realta' piu' che una festa di matrimonio e' stato il funerale di una amicizia che durava da anni, I presupposti c'erano tutti.
Silenzi durati mesi e non venitemi a dire che erano presi dall'organizzazione del matrimonio. A mettere una linea su Yahoo ci vuole meno di trenta secondi. Se vuoi una telefonata ti impegna solo qualche minuto. Comunque sia........Poi a ridosso del matrimonio un improvviso riaccendersi dell'interesse. Messaggi su Yahoo, sms.......il tutto e' durato fino alla nostra conferma: " Si, ci saremo". Di nuovo il silenzio.
Insomma siamo arrivati a sta' benedetta festa di matrimonio e chi ti trovo? Tutti quelli del nostro ambiente di lavoro. Non mancava nessuno. C'erano tutti. A quel punto ho capito che alla festa non volevano noi, ma la compagnia che rappresento. Siamo andati via dopo 75 minuti, senza nemmeno salutare la sposa, impegnata in una cena con il suo gruppo di amici. Siamo venuti via con un forte senso di nausea.
Ora, dentro, non resta che un agghiacciante silenzio.
Mah, facciamo un po' di rumore mettendo su un altro po' di caffe'. Accendo un altra sigaretta e spedisco il post.
4.33 ora del portatile, decima sigaretta, secondo caffe' e non basta.
Tranquilli, non perdo il posto, solo il lavoro. La societa' ha deciso di spostare l'attivita' su Londra e non potro' seguirla, per svariati problemi familiari.
La sto prendendo male, lo so. Ma per nove anni ho fatto un lavoro esaltante. Uno di quelli per cui il lunedi' mattina vai al lavoro quasi contento. Uno di quelli che ti scaricano in corpo tanta adrenalina da farti sentire il sapore di ferro sulla lingua. Per nove anni ho cercato di essere sempre il migliore. Qualche volta riuscendoci e qualche volta no. Non pretendo che capiate quello che mi passa per il cervello. Solo chi ha fatto il mio stesso lavoro puo' capire cosa si prova a smettere e non per propria scelta.
E' Lunedi' mattina e sono in piedi dalle due.........sempre pensando a quando si decideranno a chiamarmi per chiedere se voglio seguire l'attivita'. "No, Grazie. Londra non mi interessa" e sara' finita.
Dopo nove anni cancellero' l'account di Yahoo, svuotero' gli archivi della casella postale, portero' via i quaderni degli appunti e ritornero' al grigiore di un comune lavoro impiegatizio.
Lo so che per chi non ha un posto di lavoro queste parole possono quasi suonare offensive, eppure e' cosi'. Ho addestrato la Capocciona e ultimamente anche JJ, anche se con lui non ho avuto l'entusiasmo ed il tempo per farlo crescere nella maniera dovuta.
Beh, che altro volete che vi dica......metto' su un altro po' di caffe' e mi accendo un altra sigaretta.